Editoriale

Alle 12, quando smetto di lavorare, accendo il giradischi (proprio il giradischi, con il piatto che gira e le due velocità per dischi a 33 e a 45 giri). È il momento del relax. La maggior parte delle volte pesco dagli LP che ho regalato a mia moglie Anna. E lei, appassionata di Lucio Battisti, ce li ha se non tutti sicuramente tanti.
Battisti è stato importante per la nostra generazione che supera il mezzo secolo. Ma lo è anche per i giovani. Se fate ascoltare la sua musica e i suoi testi (suoi e di Mogol), anche i giovani ne sono attratti. Come dire: il bello non ha tempo e penetra ogni animo.
Ho finito di leggere da poco un impareggiabile libro. S’intitola Vivere il Cantico delle Creature. Lo hanno scritto padre Guidalberto Bormolini e il poeta Davide Rondoni, mentre l’illustratore è Luca Salvagno
Tratta, come si capisce, di san Francesco. Di un uomo che non era il pazzerello che a volte intendiamo o il dolciastro di certi santini. Era un poeta ed era stato un cavaliere. Conosceva il mondo e sapeva amare.
Padre Bormolini riporta un giudizio sull’Assisano del poeta e filosofo francescano Èloi Leclerc che mi ha colpito: «Quest’uomo – [cioè san Francesco, ndr] – per esprimere la propria gioia, canta la materia: materia ardente e irradiante, sole e fuoco; materia che nutre, aria, acqua e terra, nostra Matre Terra».
Per dire che nulla ci è estraneo. Non la musica, non l’arte, non il gioco, non il cibo. Il Creato, con tutte le cose, non possono essere un impedimento o un ostacolo. Certo, il problema è dell’uso.
È ridicolo, ad esempio, vietare il vino ai ragazzi. Oltre che gran bevanda, fa parte della nostra tradizione. Il punto sta nel modo e nelle quantità di assumerlo. Purtroppo, oggi tutto è consumo. Anche insensato consumo, senza piacere. E non solo in questo ambito.
E allora occorre tornare al gusto, all’educazione del gusto. Un buon rosso o un gran bianco sarà ancora più buono se sorseggiato senza fretta, se assaporato sino in fondo.
Chiudiamo questo numero con un altro libro, di una scienziata che, in un mondo che non le pone più, si pone e pone domande, al di là del guadagno, al di là dell’essere tutto considerato merce.
E la storia, e la cronaca, le stanno dando ragione.

Adolfo Leoni

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